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Primarie palermitane: le conseguenze sul piano nazionale
5 marzo 2012, 1:00 pm | Fallo girare!Ferrandelli, 31 anni, ex Idv sostenuto da pezzi dei democratici, ha vinto con 9.945 voti e uno scarto di 148 preferenze sulla Borsellino, che si ferma a 9.787. Più distanziati gli altri candidati, Davide Faraone (Pd) con 7.975 e Antonella Monastra 1.750. Secondo alcuni rappresentanti di seggio ci sarebbe una cinquantina di voti contestabili, ma il numero esiguo non influirebbe sul risultato finale.
La sconfitta di Rita Borsellino alle primarie del centrosinistra rappresenta un duro colpo non solo per il Partito Democratico, ma per il trio di Vasto nel suo insieme. Sarebbe tuttavia superficiale attribuire tutte le colpe della vittoria di Ferrandelli alla sempre più bersagliata vecchia classe dirigente. Ha trionfato il candidato filolombardiano, in sintonia con la linea di Giuseppe Lumia. Sembrano lontani i tempi in cui Borsellino ringraziava Veltroni per aver scelto l’ex Presidente della Commissione Parlamentare Antimafia come capolista al Senato per la Sicilia (Politiche 2008). A distanza di quattro anni se l’è ritrovato contro. Ma è stata la macchina elettorale di Raffaele Lombardo ad essersi messa in moto. A tal proposito, visto il continuo riproporsi del problema dell’influenzamento esterno in questo tipo di competizioni, vi invito a leggere la proposta di Dino Amenduni sul Fatto:
La mia proposta è imporre il doppio turno alle Primarie quando il candidato vincente non supera il 50% del consenso. Si va al ballottaggio una settimana dopo. In questo modo si eviterebbe che dalle urne emerga un candidato non voluto dalla maggioranza assoluta dei cittadini e il condizionamento del voto dall’esterno sarebbe certamente più complicato, perché diventerebbe difficile attivare una macchina artificiale del consenso per due volte in soli sette giorni.
D’altronde trentamila votanti rappresentano un dato particolarmente elevato, specialmente se comparato con quello relativo alle primarie del 2007 (meno di ventimila partecipanti). Il voto periferico ha giocato un ruolo cruciale, e forse questo fattore simboleggia la maggiore capacità del Pd, specialmente in certe aree del Paese, di sfondare al centro (nel senso geografico del termine).
Quali saranno le conseguenze politiche? In città non rimane altra scelta se non quella di compattarsi e sostenere Ferrandelli. Sul piano regionale, continueranno a dettare la linea lo stesso Lumia ed il capogruppo all’Assemblea regionale siciliana, Antonello Cracolici.
Ma sono le ritorsioni sul piano nazionale a preoccuparmi di più: lo dico con dispiacere, ma temo che l’esito delle consultazioni palermitane possa allontanare la possibilità di tenere elezioni primarie per la scelta del leader per le Politiche del 2013 (*). E sarebbe una sciagura, una scelta folle, che il nostro elettorato non capirebbe.
Ovviamente, nel nostro piccolo, ci batteremo affinchè questo non accada.
Note:
(*) Pippo, che di solito ci prende, dice che le primarie erano state accantonate da tempo. Mi auguro si stia sbagliando.
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