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Regionali: terza analisi

31 marzo 2010, 12:09 pm | Fallo girare!

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Dopo aver sottolineato la perdita di consensi di Partito Democratico e Popolo della Liberta, andiamo a vedere quali sono i soggetti politici avvantaggiati da questa fuoriuscita di voti. Ebbene, osservando i dati di Italia dei Valori e Lega Nord tutto appare molto chiaro. L’Idv, rispetto alle Regionali del 2005, guadagna 1.227.000 voti. La Lega Nord di voti in più ne prende 2.750.000. Il partito di Di Pietro ha adesso un’incidenza sui consensi all’interno della coalizione del centrosinistra del 21% (4% nel 2005). Quello di Bossi, incide all’interno del centrodestra per il 31% (16% nel 2005). Occorre poi tenere presente il fattore astensione. Un’analisi dei flussi elettorali mostra come la maggior parte degli astenuti provenga dal Pdl (14%), mentre l’8% sia da considerare di area Pd.

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Topics: politica | 3 Comments »

3 Responses to “Regionali: terza analisi”

  1. redpoz ha detto:
    marzo 31st, 2010 at 18:47

    insomma, vincono i populisti (Grillo incluso).
    ma ci può bastare?

  2. ottanta/cento ha detto:
    marzo 31st, 2010 at 20:57

    Ho notato inoltre che in Lombardia e in Piemonte la Lega ha perso voti rispetto alle europee 2009. Secondo me non è un dato irrilevante. Secondo me significa che laddove il modello Lega è già stato sperimentato nelle amministrazioni locali, non genera ulteriore consenso (aggiungo il ko a Lecco di Castelli); mentre rappresenta una ipotetica speranza fra delusi e disillusi (per esempio nelle regioni centrali).
    Inoltre, complessivamente, su scala nazionale anche la Lega in un anno marca una regressione nei voti (non di percentuale). A me pare importante: perché altrimenti si finisce per considerare ancora più popolare di quanto sia una determinata visione del mondo, indicandola come modello (l’elogio della cosiddetta sintonia con il paese reale). Chiuedo scusa per la lunghezza, ma la tua riflessione mi ha stuzzicato.

  3. Pietro Raffa ha detto:
    aprile 1st, 2010 at 02:03

    @Redpoz: no, assolutamente no, non può bastarci. Però è un dato rilevante con il quale fare i conti.

    @ottanta/cento: condivido tutto ciò che dici, infatti penso che l’abilità della Lega sia quella di apparire come un partito di opposizione pur essendo al governo. Esempio: la Bossi-Fini è in vigore da quasi 10 anni. Eppure continuano a dire: “noi non vogliamo un’Italia in cui possano entrare tutti e faremo questo questo e quest’altro”.
    La Lega è un partito, punto. Alla favola del suo eccezionale “radicamento nel territorio” non ci ho mai creduto. Sono però riusciti a radicare dei concetti ben precisi nella testa degli elettori del Nord. Giocano con la percezione della paura della gente. E partono avvantaggiati: è molto più facile risolvere le cose in maniera estrema (“fuori i clandestini!”) e comunicare questo tipo di messaggio, che ragionarci sù cercando di trovare posizioni equilibrate.
    Per concludere: sono un po’ contrario al paragone tra elezioni differenti :D
    Scusate la lunghezza!
    Pietro

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