Caro Sergio Rizzo, non esageriamo
17 maggio 2012, 10:50 am | Fallo girare!Io apprezzo il lavoro di Sergio Rizzo, per carità. Però mi pare che certe volte, pur di pubblicare un articolo al giorno sugli sprechi, si finisca per cadere nel ridicolo.
Come mi è stato segnalato da @redtaras, il Corriere di due giorni fa comprendeva questo articolo sul costo dei dipendenti pubblici. Scrive Rizzo (grassetto mio):
Se si misura il costo degli stipendi pubblici in rapporto ai cittadini, noi italiani spendiamo decisamente più dei tedeschi: 2.849 euro ciascuno, contro 2.830 euro in Germania
Io capisco che l’enfasi nei toni porti spesso risultati immediati in termini di comunicazione.
Però l’utilizzo del termine “decisamente”, riferendosi a soli 19 euro in più, bhe, mi sembra un’esagerazione bella e buona.
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Grillo al 16.5%, secondo Pagnoncelli
15 maggio 2012, 9:14 pm | Fallo girare!Ed eccoci al nostro appuntamento settimanale con i sondaggi. Martedì scorso eravamo rimasti tutti sorpresi per via del 15% che l’ultima rilevazione Ipsos attribuiva al Movimento 5 Stelle. Com’è andata questa settimana?
Per quanto riguarda i partiti, la situazione sarebbe la seguente:
Grillo continua a salire, il Pdl è sotto il 20%, il Pd è addirittura arrivato al 25%.
Vorrei un programma innovativo, un leader nuovo e una coalizione fissa.
Subito, grazie.
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La Lega scappa da Roma
14 maggio 2012, 11:49 am | Fallo girare!I barbari sognanti avevano affrontato un’eroica discesa per purificare Roma Ladrona, per estirpare la corruzione, il malaffare, la politica marcia. Poi qualcosa si è rotto. Quel geniaccio di Maroni, però, ha avuto una brillante idea:
L’ossessione dei partiti è andare in Parlamento, per la Lega conta il territorio. Non escludo che al consiglio federale possa anche passare l’ipotesi di non candidarci al parlamento di Roma. Per noi conta il governo della Padania, tutto il resto è un mezzo e non il fine.
Scusate, eh, ma mi è venuto un dubbio.
Non è che, forse forse, i leghisti temono di prendere alla Politiche una scoppola indimenticabile e quindi preferiscono non esporsi al pubblico ludibrio?
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Jp Morgan ha un buco da 2 miliardi di dollari
11 maggio 2012, 3:41 pm | Fallo girare!Il capitalismo è morto? Assolutamente no, ma come hanno sostenuto Michael Porter e Mark Kramer, in un articolo dello scorso anno sulla rivista Harvard Business Review, l’attuale sistema economico è da reinventare. Ok, ma quando cominciamo?
Ve lo chiedo perché pare che il fallimento di Lehman Brother e questi anni di crisi non abbiano insegnato nulla: leggo infatti sul blog di Federico Rampini che Jp Morgan, la più grande banca americana e mondiale, ha scoperto un buco di 2 miliardi di dollari creato da una serie di operazioni speculative:
Il suo chief executive Jamie Dimon è costretto ad ammettere “errori, negligenza, giudizi sbagliati”. All’origine un trader di Londra che da un mese stava accumulando scommesse sbagliate. Ma Dimon era considerato la “faccia buona” di Wall Street, un banchiere più gradito all’opinione pubblica rispetto ad altri suoi colleghi. La maxiperdita getta un’ombra di dubbio sull’efficacia delle riforme post-2008, e sui mercati tutti i titoli bancari sono già in discesa.
Una sola parola: inaccettabile.
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Per Orlando è stato meglio non vincere al primo turno?
10 maggio 2012, 10:49 am | Fallo girare!Approfittando del periodo di pausa tra il primo e il secondo turno elettorale, andiamo a vedere, prendendo come riferimento il caso del Comune di Palermo, come funziona la normativa elettorale per l’elezione dei Consigli Comunali in Sicilia per i Comuni con popolazione superiore ai 10.000 abitanti. La legge regionale n. 6 del 5 aprile 2011, pubblicata in GURS n. 16 dell’11/4/2011, ha apportato alcune sostanziali modifiche al sistema elettorale. La più importante, quella che ha generato l’equivoco verificatosi durante lo spoglio elettorale, riguarda la rimozione del cosiddetto “effetto trascinamento“: secondo il nuovo dettato normativo il voto espresso dall’elettore per la lista dei candidati al Consiglio Comunale non si estende al candidato sindaco cui la stessa è collegata e viceversa. Viene lasciata inalterata la possibilità dell’elettore di esprimere la preferenza per un candidato sindaco e per una lista ad esso non collegata (c.d. voto disgiunto).
La nuova norma introduce un’interpretazione autentica in materia di computo dei voti per
l’attribuzione del premio di maggioranza. Sancisce infatti la non utilizzabilità delle preferenze ottenute dalle liste sotto il 5% ai fini dell’ottenimento del premio di maggioranza (ricomponendo così una difformità di orientamenti tra gli organi consultivi della Regione Siciliana i giudici amministrativi di primo grado).
Credo sia opportuno spendere qualche parola circa l’attribuzione del premio di maggioranza, anche perché, come spesso accade, ho sentito dichiarazioni completamente prive di senso da parte di noti esponenti politici. La legge regionale n.35/1997 prevede che
alla lista o al gruppo di liste collegate al candidato proclamato eletto che non abbia già conseguito almeno il 60 per cento dei seggi del consiglio viene assegnato, comunque, il 60 percento dei seggi, sempreché nessun’altra lista o gruppo di liste collegate abbia già superato il 50 per cento dei voti validi. Il premio di maggioranza previsto per la lista o le liste collegate al sindaco eletto al primo turno nei comuni con popolazione superiore a 10.000 abitanti viene attribuito solo nel caso in cui la lista o le liste abbiano conseguito almeno il 40 per cento dei voti validi.
Occorre dunque effettuare una preliminare distinzione dei due periodi elettorali: il primo turno ed il ballottaggio. Per quanto riguarda il primo turno, per ottenere il premio di maggioranza (l’assegnazione del 60% dei seggi) le liste collegate al Sindaco devono ottenere il 40% dei voti validi, e nessuna delle altre liste deve aver ottenuto il 50%+1. Per quanto concerne il secondo turno (che si svolge qualora nessun candidato al primo turno avesse ottenuto la maggioranza assoluta), le cose cambiano: il premio di maggioranza scatta a prescindere dal fatto che la lista o il gruppo di liste collegate al Sindaco raggiunga la soglia del 40%, purché in ogni caso nessun’altra ottenga il 50%+1 dei voti validi.
Trasferendo il tutto al caso palermitano, cosa vuol dire concretamente? Significa che per Orlando è stato meglio non vincere al primo turno, poiché, in tal caso, non avrebbe potuto usufruire del premio di maggioranza e non sarebbe riuscito a governare. Invece, nel caso in cui Orlando trionfasse (cosa probabile) al secondo turno, l’Idv potrebbe ottenere ben 30 consiglieri su 50 (“La sinistra e gli ecologisti per Palermo” non avrebbe diritto a nessun consigliere non avendo raggiunto il 5% dei voti). La lista dell’Idv ha infatti ottenuto il 10,25% dei voti e, viva la disproporzionalità, si porterebbe a casa il 60% dei seggi. Potrebbe però verificarsi un’altra eventualità, a dir la verità poco auspicabile. I candidati ammessi al ballottaggio hanno facoltà di dichiarare il collegamento con ulteriori liste rispetto a quelle con cui è stato effettuato il collegamento nel primo turno. Le percentuali di queste liste vanno considerate ai fini dell’attribuzione del premio di maggioranza, a condizione, com’è stato spiegato prima, che raggiungano il 5% dei voti. Cosa potrebbe accadere? Che tutte le liste avverse a Orlando, e cioè Pdl, Udc etc., decidano di coalizzarsi in modo da raggiungere il 50%+1 dei voti e non far scattare il premio di maggioranza per le liste collegate ad Orlando. In realtà, così come avvenuto a Cagliari l’anno scorso, non è detto che i tribunali competenti gradiscano l’ipotesi dell’anatra zoppa (espressione che indica un Sindaco che si ritrova senza maggioranza all’interno del Consiglio Comunale), e dunque il premio di maggioranza potrebbe anche in questo caso essere attribuito alle liste collegate a Leoluca Orlando.
Staremo a vedere.
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Il Movimento 5 Stelle al 15,1%, secondo Ipsos
8 maggio 2012, 8:48 pm | Fallo girare!Se il terremoto delle Amministrative non avrà procurato troppi danni, si voterà, come previsto, tra un anno. Basteranno pochi giorni per scoprirlo.
Intanto noi, dopo qualche settimana di pausa, riproproniamo i nostri amati sondaggi. Nando Pagnoncelli, come ogni martedì, ci ha infatti deliziati a colpi di percentuali durante la puntata di Ballarò. Questa sera c’è roba parecchio interessante. Che dà l’idea del terremoto politico in atto, appunto:
Sono numeri che, tempo fa, sarebbero risultati pazzeschi. Grillo al 15,1%, il Pdl sotto il 20%, la Lega al 5%.
È un periodo un po’ particolare, di grande complessità. Non trovate?
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I risultati delle amministrative 2012: cos’è cambiato
8 maggio 2012, 11:29 am | Fallo girare!
Il voto Amministrativo è difficilmente confrontabile con quello Politico, sia in termini di consensi che per quanto concerne i livelli di partecipazione elettorale. Anzitutto per un problema “geografico”, poichè, nel primo caso, non è l’Italia intera ad essere invitata a recarsi alle urne. E poi per una questione di carattere politico: il rapporto che si instaura tra un cittadino e gli amministratori locali è differente da quello che vige con i parlamentari, per una questione di “vicinanza”. Erano 9,5 milioni gli elettori chiamati ad esprimersi in questa tornata elettorale, contro i 50 milioni circa delle prossime Elezioni Politiche. Si è recato alle urne il 66,9% degli aventi diritto, -7% rispetto alla scorsa tornata elettorale. Cresce l’astensionismo, dunque, in particolare al Nord: -10% a Parma (64,5%), -8% Verona (69,87%), -6% a Genova (56,18%), solo per citare alcuni casi.
Considerando i 26 capoluoghi al voto, il centrosinistra vince al primo turno in tre comuni (La Spezia, Pistoia, Brindisi), il centrodestra trionfa in 2 (Lecce e Gorizia), la Lega in uno (Verona, in realtà è una vittoria tutta di Tosi). Nei restanti 20 comuni si andrà al ballottaggio. È stata decretata la fine del Pdl (-16% nei comuni capoluogo rispetto alle Regionali 2010), partito che, in certe aree del Paese, ha ottenuto percentuali davvero imbarazzanti. Prendiamo le quattro città più importanti in cui si votava: a Genova ha ottenuto il 9,20% dei voti, l’8,25% a Palermo, il 5,29% a Verona, meno del 5% a Parma. Palermo, in particolare, rappresenta una sconfitta personale per il segretario Alfano.
Pessima figura anche per il Terzo Polo: ogni tanto dovremmo ricordarci che l’enorme visibilità mediatica di Casini non corrisponde a un altrettanto grande serbatoio di voti.
Disfatta anche per la Lega, che continua ad arretrare. A Monza, ad esempio, passa dal 20% delle regionali del 2010 al 7,5 % di oggi. Perde in luoghi simbolici, come la roccaforte di Cassano Magnago, comune di nascita di Bossi, o Mozzo, il Paese in cui vive Calderoli.
Il Pd, primo partito nel Paese, è l’unica forza nazionale che regge: governerà nella maggior parte dei comuni chiamati alle urne (anche se arretra dell’8,6% nei comuni capoluogo rispetto alle Regionali del 2010). Mi permetto di dare qualche consiglio a Bersani, alla fine del post.
Tornando alle città più importanti in cui si è votato, a Genova il miglior risultato è quello di Rossi Doria, anche se ha ottenuto meno di quanto ci si aspettava, dato l’ottimo risultato del candidato di Grillo. I risultati di Palermo, come scrive Linkiesta, contribuiscono invece a trasportarci indietro di vent’anni:
Un governo tecnico deve salvare il paese dalla bancarotta. Un movimento populista, che parla una lingua nuova e lontana dalle paludi della vecchia politica mette a soqquadro lo scenario nazionale. Leoluca Orlando vince le elezioni di Palermo. È l’Italia del 1992, e quella del 2012.
Io continuo a pensare che sia vergognoso che il Pd (è questa la nota dolente di queste elezioni) non sia riuscito a conquistare questa città, dopo gli sfracelli di Cammarata. In Sicilia i Democratici sono al collasso, e purtroppo non ci sono segnali di ripresa. In ogni caso: Orlando è al 47% e Ferrandelli al 17%, staremo a vedere (smentite le voci riguardanti errori nel conteggio*).
Il Movimento 5 Stelle è oramai una realtà consolidatissima. A Parma conquista uno storico ballottaggio (raccogliendo il 20,6%), a Genova, città di Grillo, sfiora la stessa impresa e nel frattempo fa eleggere il suo primo Sindaco a Sarego (sede del parlamento padano, tra l’altro).
Come spiegato sul blog di Lerner, il voto amministrativo designa uno scenario a metà tra la frammentazione e la radicalizzazione greca, con un preoccupante incremento dell’astensionismo, e il cambiamento francese.
A proposito di quest’ultimo punto, spero che la vittoria di Hollande serva al centrosinistra italiano per prendere finalmente posizioni nette, chiare. Cerchiamo di afferrarla sul serio, questa voglia di cambiamento. Occorre, come scrive Pippo, modernizzare una proposta politica del campo progressista che non è ancora emersa con chiarezza. Basta farsi trasportare dal vento che soffia, essendo quel vento positivo.
Per arrivare a gonfie vele all’appuntamento più importante: quello con il Paese.
p.s.
*Alla fine gli uffici elettorali di Palermo non l’avevano fatta grossa.
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#amministrative2012
7 maggio 2012, 12:21 pm | Fallo girare!Dalle 15, tramite twitter, commentiamo i risultati delle amministrative. Premete F5 per aggiornare, ogni tanto:
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Tra Delio Rossi, Ljajic e #OccupyIsernia
4 maggio 2012, 10:48 am | Fallo girare!Le bufale circolano sul web a grande velocità. Ma non è colpa della Rete, bensì di una parte degli utenti che la popolano. Da un lato troviamo chi dà per certe notizie che di certo non hanno nulla, dall’altro chi, queste stesse notizie, le condivide su Facebook, le retwitta o le utilizza per scrivere un Post sul proprio Blog. O un giornalista che addirittura ci fa un pezzo online per testate di una certa importanza. Che poi, a tal proposito, sono gli stessi giornalisti ad addossare alla rete (come se non ne facessero parte) quelle colpe per le quali loro stessi dovrebbero essere chiamati in causa. Esempio tipico: il Corriere scrive due righe su un argomento, il New York Times le riprende aggiungendo qualcosina e (quasi) tutti i grandi giornali italiani, a catena, ci fanno un pezzo sopra senza porsi problemi sulla veridicità di tali informazioni.
Il problema è la frequenza con cui tali episodi si verificano. Anche se, come spiegato dall’intervista di Matteo Pascoletti a Leonardo Bianchi su Valigia Blu, sarebbe riduttivo definire #occupyisernia una bufala (lo scopo era quello di fomentare su Twitter una sorta di protesta improbabile, una parodia surreale dei vari movimenti di protesta che all’estero sono in un momento di difficoltà e che in Italia non hanno mai preso piede), mercoledì è accaduto che quell’hashtag, indicante un’azione non reale, riuscisse a diventare Trending Topic in Italia. Mi sono divertito anch’io a giocarci un po’, certo. Però il punto resta: come scrive Matteo, sarebbe bastato scorrere la timeline dell’hashtag, o guardare le vie di Isernia citate di volta in volta con google Street View, per scoprire la verità: tutto inventato, tutto partito dall’account di @captblicero. Ma soprattutto, sarebbe bastato chiedere all’autore del primo hashtag i motivi alla base del gesto.
La giornata di mercoledì verrà ricordata anche perchè – ormai lo sanno anche i muri – Delio Rossi, allenatore della Fiorentina, ha aggredito un suo giocatore, il 20enne Adem Ljajic, durante il match contro il Novara. Subito dopo l’accaduto, si è scatenato il dibattito tra chi condannava l’atteggiamento di Rossi e chi invece lo giustificava per via dell’arroganza di Ljajic. Perchè ne parlo? Ve lo spiego subito. Ieri pomeriggio, poco dopo le 16 e 30, calciomercato.it pubblica una notizia secondo la quale Ljajic avrebbe detto a Rossi “sei più handicappato di tuo figlio”, suscitando per questo motivo l’ira del tecnico dei viola. A quel punto prevalgono commenti del tipo “ah, allora ha fatto bene!” da parte di chi, il giorno precedente, l’aveva criticato. Seguono poi numerose considerazioni (vedi, per dire, un tweet di Valerio Staffelli di Striscia la Notizia, o un retweet di Vittorio Zambardino, ex di Repubblica) basate su questo “aggiornamento”. Nel frattempo Simone Spetia e qualche altro (sì, sì, il sottoscritto) ripetevano per tutto il pomeriggio di stare attenti, dato che la notizia non era stata verificata. Alle 18:10 – guarda un po’ – calciomercato.it scrive:
Non troverebbero conferma le voci secondo cui Delio Rossi avrebbe un figlio diversamente abile. Si tratterebbe di una consueta inesattezza del web, che avrebbe acquisito spessore con il passaparola. I figli di Rossi sono Dario, ex dirigente del Palermo, e Greta, che partecipò a concorsi di bellezza e vanta una laurea.
Mi auguro che, finalmente, la notizia sia corretta.
Sarebbe stato sufficiente un “minimo” di Fact Checking, magari contattando subito l’ufficio stampa della Fiorentina.
Con la scusa invito tutti, giornalisti o blogger, online o offline, a stare più attenti prima di far girare voci imprecise su qualsiasi argomento. Grazie.
Links:
L’articolo di Matteo Pascoletti (@matteoplatone) su Valigia Blu http://www.valigiablu.it/doc/801/occupyisernia-n-bufala-n-trolling-parodia-di-una-protesta-20.htm
Le news di calciomercato.it http://www.calciomercato.it/news/155828/Fiorentina-ecco-cosa-avrebbe-detto-Ljajic-a-Delio-Rossi.html
Il profilo Twitter di Leonardo Bianchi —–> @captblicero
Quello di Simone Spetia —–> @simonespetia
Il mio
—–> @pietroraffa
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Forward. E cioè Obama 2012
2 maggio 2012, 10:57 pm | Fallo girare!Magari, un giorno, anche il Pd..
(Via Fabio)
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